
Il Depuratore del Comune di Cervia: Un contributo per la salvaguardia del mare
L'incremento turistico degli ultimi anni ha modificato l'intero territorio costiero, condizionandone la caratterizzazione ambientale, con l'incessante trasformazione delle componenti fisiche naturali in insediamenti produttivi organizzati.
Le difficili ed incontrollabili situazioni ambientali ed igienico-sanitarie conseguentemente createsi vengono costantemente aggravate dall'incessante produzione di reflui inquinanti. Gli scarichi urbani, liquami ad alto contenuto organico, con la conseguente variazione dei parametri chimico-fisici e biologico-batterici delle acque marine, vanno a compromettere in breve tempo l'ambiente marino dove vengono scaricati.
L'Amministrazione Comunale di Cervia èstata una delle prime a porsi il problema dello scarico delle acque luride, al fine di eliminare i pozzetti a dispersione, e l'inquinamento del mare antistante la località.
La città di Cervia cominciò a discutere la grossa questione all'inizio degli anni sessanta e commissionò la progettazione al Prof. Marzolo, dell'Università di Padova, uno dei maggiori studiosi italiani della materia, e allo studio Gallimberti, sempre di Padova.
Il progetto generale fu approvato dal Consiglio Comunale nell'agosto dell'anno 1965; esso prevedeva la rete fognante cittadina separata in bianca e nera e un impianto di depurazione per una capacità di trattamento di lt. 360 sec. max di punta.
Sia la rete fognante che il depuratore sono stati costruiti a stralci funzionanti, di mano in mano che il Comune poteva disporre di finanziamenti propri.
Il depuratore ègestito dal 2002 da Hera - Ravenna www.gruppohera.it .
SCHEDA TECNICA
I liquami prodotti sul territorio comunale vengono convogliati all'impianto centralizzato di depurazione mediante una rete separata di collettori fognari.
Un sollevamento generale alimenta la prima fase di trattamento che prevede una doppia microstacciatura (grigia fine) ed un trattamento meccanico di disoleatura e desabbiatura.
La portata costante di alimentazione alle successive fasi èregolamentata da uno scolmatore che fa defluire i liquami eccedenti in una vasca equalizzante di accumulo, da cui vengono rimessi al sollevamento generale mediante un sistema automatico di elettrovalvole, solo quando i flussi di portata del collettore principale tendono a diminuire.
Le acque, previo trattamento di preaerazione necessario ad innalzarne il potenziale ossidoriduttivo, vengono ripartite su tre distinte linee depurative singolarmente composte da:
sedimentazioni primarie per l'eliminazione del materiale sedimentabile che viene abbattuto in ragione del 50% del cod totale;
predenitrificazione necessaria a ridurre la concentrazione dell'azoto nitroso e nitrico in funzione di un ambiente anossico in cui fanghi attivi vengono ricircolati in ragione del 200% della portata di alimentazione;
ossidazione biologica che provvede alla nitrificazione ed alla degradazione della sostanza organica;
decantazione finale dove avviene la separazione fra la massa biologica (fango attivo) e la fase liquida depurata;
Mentre i fanghi vengono trattati anaerobicamente mediante processi di digestione con produzione di biogas, le acque, che hanno subito un ulteriore trattamento di defosfatazione biologica che provvede alla diminuzione del fosforo presente riducendolo a valori inferiori ai 2 mg./lt., sono sottoposte ad un processo di filtrazione su letto di sabbia e antracite, prima di essere condizionate da un trattamento di disinfezione finale che prevede l'utilizzo di acido peracetico.