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Le splendide Terre del Triathlon

Le splendide Terre del Triathlon

Un viaggio su due ruote dal mare alla collina in perfetto stile romagnolo

Un itinerario alla scoperta delle località dove si disputa l’Ironman: città e borghi ricchi di storia, straordinari tesori artistici, musei e angoli pittoreschi

 

Biblioteca Malatestiana di Cesena - Ph. Archivio APT

 

Con gli ‘uomini d’acciaio’ è stato amore a prima vista. Era il 2017 quando l’edizione italiana di Ironman partì per la prima volta da Cervia per attraversare, nel suo estenuante percorso, anche i territori di Bertinoro, Forlimpopoli, Ravenna, Forlì e Cesena. 
E da allora, di anno in anno, l’attenzione e la passione per questa gara è cresciuta, trasformando questi territori nelle ‘Terre del triathlon’.
Terre pronte ad accogliere non solo i formidabili atleti che si cimentano in questa durissima disciplina, ma anche un turismo sempre più interessato alla offerta di proposte naturalistiche, storiche, artistiche, enogastronomiche. E queste terre non deludono.

 

INIZIO DEL VIAGGIO

Seguendo idealmente – ma in modo decisamente più rilassato – l’itinerario dei superatleti, non si può che cominciare dal mare di Cervia dove, nel tratto antistante la spiaggia libera, si svolge la gara di nuoto. E dopo i tuffi e la spiaggia, niente di meglio che passeggiare nel folto delle pinete, o inoltrarsi fra le saline, o andare alla scoperta degli angoli pittoreschi e delle suggestive testimonianze storiche – come il borgo antico e la Torre di San Michele – che caratterizzano la cittadina balneare.

 

Basilica di San Vitale, Ravenna

 

 

RAVENNA

Dirigendosi verso nord lungo il litorale, basta percorrere pochi chilometri per incontrare uno dei più straordinari scrigni di tesori artistici d’Italia: Ravenna, con i suoi mosaici splendenti.

La città, che fra il V e l’VIII secolo fu tre volte capitale (prima dell’Impero Romano d’Occidente, poi del Regno degli Ostrogoti e, infine, dell’Esarcato bizantino), conserva di quell’epoca una straordinaria serie di monumenti, riconosciuti Patrimonio Mondiale dall’UNESCO: sono il Mausoleo di Galla Placidia, il Battistero Neoniano, il Battistero degli Ariani, la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, il Mausoleo di Teodorico, la Cappella Arcivescovile, la Basilica di San Vitale – tutti raccolti nel centro della città – e la Basilica di Sant’Apollinare in Classe, posta 5 km fuori le mura.

Ma Ravenna offre molto altro: ad esempio, si può rendere omaggio alla tomba del sommo Dante Alighieri, che qui trascorse gli ultimi anni di vita, si possono ammirare gli incantevoli mosaici della Domus dei Tappeti di Pietra, di epoca bizantina, si può visitare il parco archeologico di Classe, con i resti dell’antico porto e il museo Classis.

 

 

 

 

Fontana Masini, Cesena - Ph. Archivio APT

 

 

CESENA

Puntando verso l’interno, lungo la direttrice della E45, si arriva a Cesena.

A dominarla c’è l’imponente mole della Rocca Malatestiana, che si erge sul colle Garampo; ai suoi piedi si apre piazza del Popolo, con incastonata al centro la cinquecentesca fontana Masini.

Ma il più prezioso gioiello cesenate è la Biblioteca Malatestiana. Costruita a metà del XV secolo per volere del signore di Cesena Malatesta Novello, è l’unica Biblioteca umanistica conventuale arrivata ai giorni nostri perfettamente conservata in tutte le sue parti (architettura suppellettili, volumi) e per questo, nel 2005 è stata inserita nel registro delle Memorie del Mondo dell’UNESCO.

La città, però, tiene in serbo anche altre sorprese, come la chiesa di S. Cristina, piccolo ‘Pantheon’ neoclassico, progettato da Valadier per il Papa cesenate Pio VII Chiaramonti, il sontuoso Teatro Bonci, costruito a metà Ottocento, l’affascinante abbazia benedettina di S. Maria del Monte, dove è conservata una delle più ampie collezioni di ex voto in Europa.

 

 

 

BERTINORO

Agevole e suggestiva, lungo strade che si dipanano fra vigne e cantine, la salita verso il colle di Bertinoro, il borgo medievale che si è guadagnato il titolo di balcone di Romagna. E affacciandosi dalla piazza principale, è facile capirne il motivo: lo sguardo spazia a perdita d’occhio sulla pianura romagnola fino al mare.

Sulla stessa piazza si trova la Colonna delle Anella, simbolo dell’ospitalità bertinorese: nel Medioevo ogni anello era assegnato a una famiglia, e il forestiero che, arrivando, vi legava il cavallo era ospitato da essa; questa antica tradizione rivive ancora oggi nella Festa dell’Ospitalità, che si celebra la prima domenica di settembre e che vede i visitatori ospitati a pranzo nelle case bertinoresi.

Ed è figlio di una cultura dell’ospitalità anche il Museo Interreligioso, dedicato alle tre grandi religioni monoteiste, situato all’interno della millenaria rocca.
Ma una visita a Bertinoro non può essere completa senza una degustazione dei suoi famosi vini, primi fra tutti l'Albana e il Sangiovese, ideali per accompagnare le specialità gastronomiche romagnole offerte dai molti locali che animano il centro collinare.

 

 Vista di Bertinoro sulla Romagna - Ph. Archivio APT

 

 

FORLIMPOPOLICasa Artusi, Forlimpopoli - Ph. Archivio APT

È nel segno della buona cucina anche la tappa successiva, che ci porta fino a Forlimpopoli, cittadina di origine romana collocata lungo la via Emilia, celebre per aver dato i natali a Pellegrino Artusi che, con il suo libro “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, può essere a buon diritto considerato il padre fondatore della gastronomia italiana.

In onore del suo illustre cittadino Forlimpopoli organizza ogni anno a fine giugno la Festa Artusiana, ma soprattutto ha dato vita a Casa Artusi, primo centro di cultura gastronomica dedicato alla cucina domestica, ospitata nel complesso della Chiesa dei Servi e diventata in breve tempo punto di riferimento per appassionati e gourmet.

Da visitare anche l’imponente Rocca di origini trecentesche, fra le meglio conservate della Romagna: al suo interno si trovano anche il Museo Archeologico e il piccolo Teatro Verdi che, nel 1851, fu al centro della celeberrima incursione della banda del Passatore.

 

 

Monumento ai caduti, Forlì - Ph. Archivio APTFORLI’

Il viaggio attraverso le terre del Triathlon si conclude a Forlì, città dalle molte anime, ricca di storie e testimonianze. Ci parlano di secoli lontani numerosi palazzi storici e da luoghi di culto, fra cui spicca l’Abbazia romanica di San Mercuriale che, con il suo altissimo campanile, domina la grandiosa piazza Saffi.

Ma la fisionomia urbana di Forlì è fortemente caratterizzata anche dall’architettura razionalista dei molti interventi realizzati durante il Ventennio fascista (esemplari il Monumento ai Caduti e l’ex Collegio Aeronautico). Per questo Forlì partecipa come capofila al progetto europeo Atrium per lo studio e la valorizzazione del patrimonio architettonico, archivistico ed immateriale dei regimi del ‘900.

Infine, non si può dimenticare il complesso del San Domenico, antico convento oggi trasformato in sede museale che ospita mostre di grande richiamo: nel 2020 i riflettori sono puntati sull’immortale mito di Ulisse. Per certi versi, un ‘iron man’ anche lui.

 

 

 

 

Piazza Saffi di Forlì - Ph. Archivio APT

Articolo di Federica Bianchi

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