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Le Cavadore

Raccoglitrici di sale della tradizione

L'ottavo pannello, le Cavadore


Il percorso della Galleria a Cielo aperto termina con l'ultimo pannello dedicato alle salinare e alla preziosa tradizione della raccolta del sale.

 

Donne in salina

Circa 150 saline rappresentavano il sostentamento di altrettante famiglie. Gli uomini tramandavano di padre in figlio le difficili tecniche di gestione della salina, dei livelli d’acqua, e delle specifiche lavorazioni; la storia, tuttavia, sembra dimenticarsi spesso delle figure femminili legate al lavoro del marito o dei familiari.

In salina, ebbene, lavoravano anche le donne così da permettere alla famiglia un maggior profitto, senza il bisogno di assumere lavoratori esterni nei periodi di maggiore necessità. Le ‘cavadore’ (cavatrici), come suggerisce il nome, si limitavano alla raccolta del sale, lasciando a marito e figli le gestione della salina e le lavorazioni più complesse e faticose. Le donne erano particolarmente apprezzate in questa operazione proprio per la leggerezza della loro mano nell’uso degli strumenti che aiutava a non danneggiare il fondo della salina; erano solite lavorare di mattina, nelle ore meno calde, e armate appunto di ‘palunzel’ (piccola pala in legno) raccoglievano il sale e lo caricavano sulla ‘panira’ (cesto di legno che andò a sostituire le iniziali sporte di giunco) per trasbordarlo poi sul ‘cariòl’ (carriola per trasportare il sale al cumulo).


Completano il quadro della famiglia salinara quelle donne che avendo perso il marito dovevano mantenere la prole rimasta sulle loro spalle, e per farlo lavoravano come rammendatrici dei sacchi di juta utilizzati per insaccare il sale prodotto; logori e danneggiati per il continuo utilizzo questi sacchi dovevano essere riparati, e portati a lavare alla cava della Bassona in bicicletta, operazione faticosa per il peso raggiunto dai sacchi bagnati e alquanto dura per lo sgradevole e pungente odore della juta bagnata.


La storia non ha concesso a queste straordinarie donne la stessa luce che celebra da anni la tradizione dei salinari, ma la loro forza vive ancora oggi nella memoria dei nostri luoghi.

 

Curiosità

L'Armesa de Sel (Rimessa del Sale) era un momento di grande festa per tutte le famiglie dei salinari.
Il sale veniva trasportato dalla Salina ai Magazzini del Sale su imbarcazioni, chiamate burchielle, trainate a mano con delle funi lungo gli argini. 

Ogni anno, a settembre, la tradizione si rinnova in occasione di Sapore di Sale. Una burchiella originaria arriva carica di sale, dalla Salina alla Torre lungo il canale, dove viene poi distribuito ai presenti come segnale di buon auspicio.


 

COSA VEDERE NEI DINTORNI

 

  • Il pannello si trova tra i due magazzini del sale, il magazzino Torre e il magazzino Darsena situati sulle due sponde opposte del canale. A poca distanza, si trova l'ingresso di MUSA, il Museo del Sale dedicato alla storia della salina e della raccolta del sale dolce.

  • Dietro al Magazzino del Sale spunta imponente la Torre San Michele, oggi sede dell'Ufficio Informazioni Turistiche. In occasione di Cervia Panoramica è possibile ammirare Cervia dall'alto dall'ultimo piano della Torre, per godere di una panoramica a 360° sulla città. Dalla salina al mare, e dal centro di Cervia fino alla distesa verde di Milano Marittima, l'interno panorama del territorio si staglia di fronte ai propri occhi in una visuale unica ottima per uno scatto indimenticabile.

 

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