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L' Orto Botanico dei frutti dimenticati

L' Orto Botanico dei frutti dimenticati

A Cervia, un orto botanico con 40 specie arboree per continuare la tradizione del verde

Dove si trova

L’orto è collocato in un terreno di mq. 1.200 in via Aldo Ascione, nei pressi della Casa delle AIE, un edificio rurale del 1790, progetto del grande architetto Camillo Morigia. L’edificio, di proprietà comunale era l’antica Casa dei pignaroli, è stato recuperato e restaurato a metà degli anni Sessanta dall’allora Società Amici dell’Arte. Oggi è sede di uno dei più rinomati ristoranti della cucina tradizionale romagnola.

Orto Botanico dei frutti dimenticati, mappa

 

L'iniziativa 

L’idea di allestire un Orto Botanico dei Frutti Dimenticati a Cervia riprende un’intuizione di Umberto Foschi, avuta negli anni Sessanta. Dall’idea rilanciata da Renato Lombardi si è passati alla concreta realizzazione, inaugurando l'orto nel 2013, con finalità culturali, didattiche, promozionali e turistiche. 

L’Orto botanico nasce in prossimità del Bosco dei nuovi nati e arricchisce l’offerta degli spazi verdi, pubblici e attrezzati di Cervia. Una realtà del territorio cervese, che con il passare degli anni e con il crescere delle piante, rappresenta un’opportunità di sviluppare un ruolo sempre più accentuato dal punto di vista culturale, didattico e turistico. 

Le piante

Azzeruolo, noce, mirabolano, prugno, giuggiolo, alcune varietà di melo a cominciare dal melo cotogno, corbezzolo, fico nero, uva fragola, gelso bianco, pero volpino, ribes nero, ribes rosso, sorbo, nocciolo, pero lauro, melograno, nespolo, ulivo, mandorlo e pero broccolino.

Orto Botanico dei frutti dimenticati, elenco piante

 

Sono 40 le specie arboree di piante di frutti dimenticati che si trovano nell’orto e che in passato caratterizzavano le campagne romagnole e la pineta.

Ogni pianta è presentata con cartellini che riproducono la denominazione in italiano e in dialetto romagnolo. 

Da giovani piante, quelle messe a dimora, nel giro di alcuni anni sono cresciute e sono diventate una testimonianza fondamentale di una tradizione, che Umberto Foschi descriveva con queste parole 

"Attorno alla casa, accanto agli alti pioppi e ai giovani pini, sorgerà un vero e proprio orto botanico colle piante un tempo comuni nelle aie attorno alle vecchie case rurali; per ora c'è solo il rosmarino, il giuggiolo, il noce, bisognerà aggiungervi il melograno, il nespolo, il sorbo, il melo lazzeruolo, il cotogno, l'uva spina, varie qualità di vecchi prugni, l'erba cedrina, ciuffi di biancospino e di sambuco. In una parola dovranno tornare a vivere le piante familiari nelle aie e negli orti della nostra infanzia da qualche tempo bandite perchè non redditizie".

Dal suggerimento di Umberto foschi e integrando con nuove proposte, sono state piantate varietà di frutti che erano diffusi nelle campagne, custodi di un patrimonio di biodiversità da conservare e valorizzare.

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Informazioni turistiche