Salta ai contenuti. | Salta alla navigazione

Un percorso tra i Luoghi d'Autore

Luoghi d'autore a Cervia 2022, logo I luoghi d'Autore di Cervia

"Ventitre scrittori, poeti e filosofi, fra i più illustri che calcarono questa terra, vi hanno lasciato preziose tracce e testimonianze. I Luoghi Letterari li riuniscono in un grande convivio, tracciando i luoghi che li hanno ospitati, e di cui hanno voluto raccontare storie, ambienti e personaggi.

È una riscoperta della parola, che qui si fonde con la bellezza dei paesaggi e la loro origine.

Così i Luoghi, stanchi e assopiti, ora sono vivi e palpitanti. Abitazioni, piazze, strade e siti adamantini riecheggiano di tante allocuzioni, di versi, di pensieri in divenire, in un passato che ritorna.

E la sua coscienza custodisce tutto questo patrimonio, che va letto con cura: come una enciclopedia del tempo", le parole di Massimo Previato, delegato del Sindaco al Parco Letterario. 

Un progetto nato dalle emozioni che la città ha trasmesso ai grandi personaggi letterari passati da qui o che di Cervia han solo sentito parlare.

Filosofi, scrittori e poeti hanno scritto e narrato della città del sale costruendo un ponte tra passato, presente e futuro.

Grazie alla mappa dei luoghi letterari, che ricopre tutto il territorio cervese, si possono ripercorrere le tracce di un grandissimo patrimonio culturale. 


 

 

Max David e Villa Maria Max David

Villa Maria, casa viale Roma

Max David nasce a Cervia nel 1908 e muore a Milano nel 1980.

E' stato scrittore e giornalista, inviato speciale per diverse testate come il Corriere della Sera e il Resto del Carlino, negli scenari di guerra.La sua carriera è contraddistinta da tante avventure e da alcuni colpi sensazionali, come la intervista a Jiang Kai-shek.

Nel 1955 vinse il premio Bagutta con “Volapié”, libro sulla Spagna torera lodato da Ernest Hemingway per la sua freschezza e originalità. Ultimamente ricopriva la carica di primo tribuno presso il Tribunato di Romagna. Nel viale Roma è situata villa Maria, la casa della sua infanzia. Vi ritornava per soggiornare brevemente, accarezzato dalla brezza del mare e cullato dallo scricchiolio dei pini.

VILLA MARIA, LA CASA DELLE MERAVIGLIE IN GIRO PER LA CITTÀ

"D’estate ci portavano al mare, sull'Adriatico, a Cervia, che era una piccola città, ma perfetta nella sua sobria architettura fatta di una piazza coi ciottoli e poche strade che si incrociavano simmetricamente e poi, nella vicina periferia, le case dei salinari, stile caserma. Nella piazza, solo il palazzo dell'arcivescovado, arcigno e repulsivo per sua natura, turbava una sorta di diffusa e tenue allegria che emanava dai caffè, sempre pieni di gente conosciuta [...]”. “A Cervia c'era un porto-canale per le barche da pesca, che allora erano tante, larghe, tozze, con le prue alte e solenni, quasi da monumento faraonico. Si chiamavano, e si chiamano, bragozzi solo che a quei tempi navigavano a vela, sempre a vela, mentre oggi i bragozzi che restano vanno a motore diesel. Meno male che Palanti non c'è più, perché quelle vele, tutte quelle vele, erano le sue mamme, singolarmente e collettivamente. Si, Giuseppe Palanti sembrava il figlio di quelle vele [...]" 
Max David, tratto da "Il figlio delle vele", in Bossaglia, "Un pittore a Milano fra Scapigliatura e Novecento: Giuseppe Palanti, La Rete, 1972.


Giovannino Guareschi e villa GuareschiGiovannino Guareschi

Villa Guareschi, viale Bellucci 3

Guareschi nasce a Fontanelle di Roccabianca nel 1908 e muore a Cervia nel 1968.

Scrittore, giornalista, umorista e caricaturista, è diventato celebre per i suoi racconti sulle figure di Peppone (sindaco comunista di Brescello) e Don Camillo (parroco del paese).

Aveva ricreato il suo “Piccolo mondo antico” a Cervia, nella villa estiva di via Bellucci, dalla quale partiva per alcune brevi incursioni nelle botteghe degli amici e nel porto canale.

Parlava animatamente con i pescatori e pranzava con l’albergatore Silvano Collina. E davanti a un buon brodetto si scioglieva. Non amava la mondanità, bensì i personaggi semplici del luogo, che gli ricordavano la Bassa e lo ispiravano.

È morto, stroncato da un infarto, proprio fra i pini di un caldo luglio del 1968.

IL “PENSATOIO” DI VIA BELLUCCI

“È una ben triste sera!” sospirò a un tratto la Verità guardando il cielo cupo. “La guerra è una cosa dolorosa.” “Tragica” rincarò la Vita. “Lunga” specificò il Tempo. “Fortunatamente questa sarà l’ultima guerra che sconvolgerà il mondo” esclamò la Bugia.
Giovannino Guareschi, "La scoperta di Milano", Rizzoli, Milano 1941.


Gabriele D'Annunzio e lungomare D'Annunzio

Gabriele D'Annunzio

Lungomare di Cervia

Gabriele D'Annunzio nasce a Pescara nel 1863 e muore a Gardone Riviera nel 1938.

E’ stato una figura di spicco del primo '900 italiano.

Scrittore, poeta, drammaturgo, militare, politico, giornalista e patriota italiano, simbolo del decadentismo, è un personaggio celebre della prima Guerra mondiale.

Fra le sue imprese spicca quella di Fiume. La sua poesia, “Versi d’amore” , ispirò il primo manifesto turistico della città di Cervia

LE RIME CHE DELIZIARONO I TURISTI

“Il mare canta una canzon d'amore ne 'l plenilunio bianco a la pineta: filtra giù per le cupole il chiarore animando la vasta ombra segreta, e giunge su 'l grecal fresco l'odore de l'alghe dagli scogli d'Impruneta mentre stanco intristiscemi ne 'il core un desiderio folle di poeta... Ma più giocondi il gran mare d'argento leva gl'inni d'amor; ma via tra i pini un dolce nome gli risponde il vento; ma dileguando pe' diamantini spazi un fantasma a vol tacito e lento mi sorride da i grandi occhi divini”.
Gabriele D'Annunzio, tratto da "Versi d'amore", Canto nuovo, Libro Terzo, Canto XI.


Viale Roma e primo stabilimento balneareGiuseppe Bellucci

Lungomare di Cervia

Giuseppe Bellucci nasce a Cervia nel 1821 e qui muore nel 1896.

È stato un letterato, nonché sindaco della città.

Con un sonetto celebrò la inaugurazione del primo stabilimento balneare nel 1883. Lo stabilimento municipale “Lido” venne eretto direttamente sull'acqua nel 1882, davanti all'attuale viale Roma, su progetto dell’ingegner Ferdinando Forlivesi. Lo frequentavano i primi bagnanti, mentre nella sua terrazza si svolgevano le feste danzanti, con dame e cavalieri vestiti a festa.

Fitta la sua corrispondenza con la poetessa Teodolinda Pignocchi, che ragguagliava
sui moti patriottici, riguardanti soprattutto i garibaldini.

IL TRIPUDIO DEL MARE

“Ecco tratto da bianchi suoi cavalli Sovra l’argentea conca il Dio del mare: Odi Glauco e i Tritoni un canto alzare Al suon di torte, buccine e timballi. [...] Per sì vago apparecchio più festosa Ficocle esulta, per lui d’ogn’intorno Un fior veggio di viola e nosa”
Giuseppe Bellucci, tratto da Gabriele Gardini, "Cervia: immagine e progetto", Longo editore, Ravenna 1998.


Grazia Deledda e villa CaravellaGrazia Deledda

Villa Caravella e Magazzino Darsena

Grazia Deledda nasce a Nuoro nel 1871 e muore a Roma nel 1936.

A Cervia trascorse le vacanze tra il 1920 e il 1936. L’autrice de “Il paese del vento”, consigliata dal poeta e amico Marino Moretti, arrivò nella città del sale dopo un soggiorno a Viareggio.

Faceva lunghe passeggiate sulla spiaggia e in pineta, ripartiva solo con i primi freddi di autunno. La bellezza di questo luogo aspro e selvaggio le ricordava la Sardegna, e inoltre la ispirava. Inizialmente aveva soggiornato a villa Igea, vicino al molo; poi, con i proventi del premio Nobel (1927), acquistò villa Caravella - situata in via Cristoforo Colombo – “col mare blu e il cielo lilla”.

Il Comune le conferì la cittadinanza onoraria nel 1927, e nel 1937 le dedicò una lapide posta sulla facciata del palazzo comunale. A lei è intitolato anche il monumento dell’artista Biancini (1956) che raffigura una pastorella sarda e una pescivendola cervese, situato nella rotonda del lungomare Deledda.

DA VILLA IGEA ALLA CARAVELLA LA VILLA DEL DESIDERIO ESAUDITO

“…il giardino…parve piantato sul letto asciutto di un fiume: in realtà il terreno era bianco e sabbioso, e gli alberi pallidi, argentei, avevano come un riflesso d’acqua. Due grandi terrazze e colonnine si sporgevano sulla facciata della villa, e sotto quella del primo piano un piccolo portico, col pavimento stuccato e le colonne rivestite di rosa rampicanti, circondava il portocnino di cipresso…”
Grazia Deledda, tratto da Umberto Foschi, pagine di storia, cultura e tradizioni, Cervia 2007.

"Villa da vendere, così è scritto sul frontone della casetta color biscotto, con le persiane di menta glaciale verde, che pare sbocciata dalla sabbia per opera magica di una fata e per mia esclusiva consolazione [...]”.
Grazia Deledda, dalla novella “Contratto”.

 

IL MAGAZZINO DEI SALINARI

“Povera e numerosa era la famiglia del salinaro, raccolta come una tribù di selvaggi in certe catapecchie davanti alle quali il mare, nei giorni burrascosi, appariva come uno straccio sporco sbattuto dal vento, e d’estate le saline, simili a cave di calce, bruciavano gli occhi a chi le fissava”.
Grazia Deledda, dalla novella “Famiglie povere”.


Lina Sacchetti e la sua vecchia abitazioneLina Sacchetti

Casa viale Cristoforo Colombo

Lina Sacchetti nasce a Cervia nel 1894 e vi muore nel 1988.

La sua opera è perlopiù rivolta all’educazione infantile a cui ha dedicato un lavoro di vasto respiro. È il caso de “La storia della letteratura per la gioventù”, un libro che ebbe largo successo e fu adottato come testo di riferimento in vari istituti magistrali. Il libro “Storia di una coscienza” le valse gli elogi del presidente della Repubblica Sandro Pertini.

E’ stata grande amica di Grazia Deledda, che accompagnava nelle lunghe passeggiate per farle scoprire gli aspetti più reconditi di Cervia. Negli ultimi tempi era ritornata a vivere nella villa di via Cristoforo Colombo, dando inizio a un libro sulle novelle della Deledda.

Per i suoi meriti nel campo della educazione e della pedagogia infantile le sono state conferite due medaglie d’oro: la prima dal Provveditorato agli studi di Bologna (dove ha lavorato per diversi anni); la seconda dal Ministero della Pubblica Istruzione. Infine, le è stato conferito il “Premio della cultura” della Presidenza del consiglio dei Ministri.

UNA AMICIZIA SINCERA

“La consegna della pergamena miniata [...] avvenne sulla piattaforma del vecchio stabilimento balneare «che pareva un natante alla fonda, circondato dal mare, unito alla spiaggia da un lungo pontile in legno» [...]. Il piacere di essere divenuta cittadina di Cervia lo volle manifestare anche a me, cervese, con un gesto di grande bontà. Mi vide tra la folla accorsa in suo onore, mi chiamò, mi volle vicina e poi, a festa conclusa, m’invitò a salire sul cocchio a due cavalli e il vetturino gallonato, che stazionava sul piazzale della spiaggia, tra aiuole fiorite, presso il pontile dello stabilimento. Come simbolico atto di possesso del Paese da parte dell’illustre Cittadina, il cocchio doveva percorrere l’ombroso viale Roma che «si immerge diritto come una spada nel cuore del paese”.
Lina Sacchetti, “Storia di una coscienza” , Scopel, Roma 1979


Marino Moretti e pineta di PinarellaMarino Moretti

Pineta di Pinarella

Marino Moretti nasce a Cesenatico nel 1885 e qui muore nel 1979.

Durante la sua vita ha svolto la attività di drammaturgo, poeta e romanziere.

Dichiaratosi contrario al fascismo, firmò il “Manifesto degli intellettuali antifascisti” di Benedetto Croce. Nel 1959 ricevette il premio Viareggio, che sarà causa di polemiche perché aveva superato “Una vita violenta” di Pier Paolo Pasolini.

Intensa la sua produzione letteraria, fra cui le raccolte poetiche, le novelle e i romanzi. Definito un crepuscolare, strinse una intensa amicizia con Grazia Deledda, che aveva conosciuto in veste di curatore della rivista letteraria “La grande illustrazione”

A UN TRATTO ECCO LA PINETA

“Era una delle liete abitudini paesane questa di andare, in primavera o in autunno, a mangiar la piada nella pineta di Cervia; mangiare un pezzo di piada in pineta voleva dire dir fare una lauta merenda: uova sode e formaggio, salame, pollo arrosto, marzapane, e sangiovese e albana a volontà, epigrammi e barzellette a josa. [...]”. “Il paese dista circa sette chilometri dalla pineta; la strada è un pò triste, pianura grigia, molle, sonnolenta, che scopre tratto a tratto in lontananza cortine sfumate di pioppi, ombre azzurognole di salici o, più vicino, ciuffi enormi di tamerici d'un verde glauco che seguono e limitano, a tratti, lunghi banchi di sabbia fulvi al sole [...]”.
Marino Moretti, “La voce di Dio” , Mondadori, Milano 1920.


Tonino Guerra e il Tappeto SospesoTonino Guerra

Piazzale dei Salinari, Fontana del Tappeto Sospeso

Tonino Guerra nasce a Santarcangelo di Romagna nel 1920 e muore nello stesso paese nel 2012.

É stato un poeta e sceneggiatore, molto legato a Fellini, capace di creare un gruppo spontaneo di giovani poeti del calibro di Raffaello Baldini, Nino Pedretti e Gianni Fucci.

Fra i tanti successi, vinse il “Premio Emilia” dedicato alla poesia dialettale.

Era molto legato alla “città giardino”, che onorava con la sua presenza e alla quale dedicava versi sinceri.

Sua è l’ideazione del Tappeto sospeso, un’opera che caratterizza mirabilmente il piazzale dei Salinari. Avrebbe voluto ornare con un quadro ogni camera d’albergo.

IL TAPPETO MAGICO DEL SALE

“[...] si è pensato ad una fontana, che abbiamo chiamato Il Tappeto sospeso, formata da una larga pozza irregolare, colma di una quarantina di centimetri d'acqua, sulla quale c'è un tappeto di mosaico sospeso su diversi getti d'acqua, a formare qualcosa di simile alle nuvole. Il tappeto trasporta alcuni cumuli di sale e un ciuffo di canne: stanno a significare che il mondo della civiltà salinara coi suoi odori e la sua poesia, i vecchi ricordi delle spiagge di una volta con le dune e gli uccelli sui canneti, stanno volando via da noi fissandosi però, con malinconia, nella vostra memoria”.
Tonino Guerra, tratto dalla presentazione della fontana monumentale, Ravenna, Danilo Montanari Editore, 1997.


Teodolinda Franceschi Pignocchi e il quadrilateroTeodolinda Franceschi Pignocchi

Quadrilatero

Teodolinda Pignocchi nasce a Civitella di Romagna nel 1816 e muore a Bologna nel 1894.

Condotta a Cervia in tenera età, mostra un precoce amore per la poesia e, per esortazione del professor Giovanni Della Valle - allora uno dei massimi esponenti del neoclassicismo romagnolo e fervente patriota - si avvia allo studio delle lettere.

Un’ampia parte dei suoi componimenti riguarda appunto l’amore per la patria. Un altro filone poetico trae invece ispirazione dall’amore per la sua terra, sia che la scrittrice la contempli con il mare in tempesta, sia che ne scorga di lontano, magari di ritorno da un viaggio, le vette dei suoi campanili e delle sue case.

Oltre che poetessa e patriota la Pignocchi fu anche una illustre educatrice: a Cervia aveva diretto le prime scuole elementari.

CONTEMPLAZIONE

“Non mai più bello apparve il firmamento Né questa terra, d’ogni grazia piena Per lo spirar d’inusitato vento Non più ad occhio mortal parve serena […]”.
Teodolinda Pignocchi, sonetto tratto da Umberto Foschi, “Cervia, pagine di storia, cultura e tradizioni”.


Giuseppe Ungaretti e Piazza GaribaldiGiuseppe Ungaretti

Piazza Garibaldi

Giuseppe Ungaretti nasce ad Alessandria d’Egitto nel 1888 e muore a Milano nel 1970.

E’ stato tra i più celebri poeti della metà del ‘900, dando ai suoi versi una impronta simbolista.

Conobbe Cervia nel 1935, quando vi giunse per fare visita al premio Nobel Grazie Deledda e la scrittrice gli dedicò un elzeviro. Nel 1958, con una solenne cerimonia, la città conferì all’autore di “Sentimento del tempo” la cittadinanza onoraria, manifestandogli la propria gratitudine per avere svolto con grande autorevolezza il ruolo di presidente del “Premio poetico città di Cervia” rinato nel 1956.

Veniva volentieri a Cervia, era affascinato dalla pineta e dal mare, conversava amabilmente con gli amici nella piazza Garibaldi.

LA “GARIBALDI” DEL TREBBO

“[...] Dunque credo, e occorre creda, che i miei amici di Cervia non la mia persona abbiano voluto onorare, ma la poesia che merita difatti ogni onore. Essi già per onorarla hanno fondato il premio Cervia del Trebbo Poetico, di quel trebbo che per l'irruenza del cuore e le delicatezze dell'ingegno di Comello e per la rara giovialità di Della Monica, usa a semplificare l'erudizione letteraria ai semplici, agli invidiabili uomini semplici, fa risuonare nelle piazze d'Italia, e torna a renderla familiare, la voce di mille anni di tradizione poetica italiana, tradizione presente ancora nel nostro popolo, e che basta evocare con il sentimento necessario e il gusto necessario per sentirla risvegliarsi e illuminarlo […]”.
Giuseppe Ungaretti, discorso per la cittadinanza onoraria di Cervia, 21 Dicembre 1958.


Mario Luzi e Teatro ComunaleMario Luzi

Teatro Comunale Walter Chiari

Mario Luzi nasce a Castello di Firenze nel 1914 e muore a Firenze nel 2005.

E’ stato un poeta ermetico, oltre che drammaturgo e critico letterario.

In occasione del suo novantesimo compleanno fu nominato senatore a vita. Ricevette la cittadinanza onoraria dalla città di Cervia durante una solenne cerimonia che si tenne nel Teatro comunale, il 24 gennaio 1998. La giornata fu memorabile, e vi parteciparono altri illustri poeti e critici tra cui Claudio Damiani, Maurizio Cucchi e Ezio Raimondi.

Aveva iniziato a soggiornare nella località balneare negli anni cinquanta, immortalandola con i suoi versi in “Quaderni del Critone” e “La vela latina”.

UNA “PENNELLATA” SU CERVIA

“Cervia è quella cittadina in tutto romagnola con quel tanto di veneziano che perdura fin nel cuore della Romagna se vogliamo riconoscerlo nei rampicanti che salgono alle finestre dei primi e dei secondi piani, dal verde logoro dei portelloni che escono da quell’intrigo nelle case allineate leggere lungo certe strade secondarie in cui corre o stagna l’aria putrefatta dei canali”.
Mario Luzi, “Cervia” , tratto da Quaderni del Critone, a cura di Pagano, Lecce 1963.


Domenico Mantellini e via MantelliniDomenico Mantellini

Via Mantellini

Domenico Mantellini nasce a Cervia il 17 dicembre del 1871 e muore a Cervia nel 1953.

Ottenuto il diploma di maestro elementare si recò a Milano, dove restò 40 anni diventando direttore didattico della capitale lombarda. Svolse una rilevante attività letteraria e pedagogica, trasferendo nei suoi scritti il clima sociale di quel tempo, con una vena umanitaria.

Il romanzo “I sentieri del mattino” è ambientato nella sua indimenticabile Cervia, mentre “Le nozze del mare” fa parte della sua produzione teatrale.

Il motivo patriottico è presente assai spesso negli scritti che compose durante gli anni della prima Guerra mondiale. L’ode “Pomposa” ebbe una accoglienza favorevole da parte dei critici.

IL NIDO

“Solo non già pel tuo sonante mare, Cervia, e pel verde della tua pineta a te m'è dolce col pensier tornare. Nella memoria, di tra il verde e l'onda, balza una casa memore ed un'eco soave sì che il cor tutto m’inonda. Come fu dolce quel lontano albore!... Ma, se la mensa si smagrì di pane, sempre più vivo palpitò l'amore. […]”.
Domenico Mantellini, tratto da “Si cammina, e cammina…liriche” , tipografia del “Popolo d’Italia” , 1993.


Ezra Pound e la Salina di CerviaEzra Pound

Salina di Cervia

Ezra Pound nasce a Hailey (Idaho, Usa) nel 1885 e muore a Venezia nel 1972.

E’ stato un poeta modernista e critico, espatriato da americano in Europa, dove ha vissuto per molti anni - fino alla morte - in Italia.

La poesia e la poetica di Pound hanno avuto molta influenza, soprattutto nella lirica del Regno Unito, introducendo movimenti culturali come l’imagismo e il vorticismo.

Nel suo celebre poema rimasto incompleto, “The cantos” , Pound - facendo riferimento alla vita del poeta e condottiero Sigismondo Pandolfo Malatesta - rivolge un accenno al fiume Savio e agli acervi presenti nelle saline.

LA SALINA E I VENEZIANI

“[...] And the water-rights on the Savio. (And the salt heaps with the reed mats on them Gone long ago to the Venetians) it”. I diritti d'acqua sul Savio. (E i cumuli di sale coperti da tappeti di canne andati molto tempo fa ai veneziani).
Ezra Pound, tratto da “I Cantos” , Canto XI, a cura di Mary De Rachwiltz, Milano, Mondadori 1985.


Rino Alessi e chiesa Madonna della NeveRino Alessi

Chiesa Madonna della Neve e Ponte sul Savio

Baldassare “Rino” Alessi è nato a Cervia nel 1885 e qui morto nel 1970.

Nella sua vita è stato giornalista, scrittore e saggista. Arruolatosi come volontario nella prima guerra mondiale diventò corrispondente di guerra per vari giornali.

Censurato per i suoi articoli, pubblicò poi “Dall’Isonzo al Piave” , lettere clandestine da un corrispondente di guerra”. Fu amico di Mussolini e molto legato al fascismo, ma osteggiò le leggi razziali, e ne fece una battaglia dalle colonne del “Piccolo” di Trieste.

Su “Il Giornale del mattino” , in cui trattava argomenti di carattere politicosociale, pubblicò, in seguito al contatto con i rivoltosi, un servizio relativo alla “Settimana rossa”. Fu il suo intervento, dopo il rapimento del generale Agliardi, a evitare l’arrivo dell’esercito.

LA CHIESA DI CERVIA VECCHIA

“La chiesa, detta della Madonna della Neve, sorgeva solitaria su un terrapieno circondato da specchi d'acqua che una fitta distesa di canneggiole, verdi e puntute, mascheravano. Trovare un sentiero praticabile in quella radura sterposa era un problema: ma noi, ragazzi, sia in primavera che in autunno quando, cioè le guardie di finanza non c’erano - quel problema sapevamo risolverlo. E andavamo in quella chiesa alla scoperta di nidi di passeri e di leggende […]”.
Rino Alessi, tratto da “Calda era la terra” , Il ponte vecchio, Bologna 1952

 

UN GENERALE E 6 UFFICIALI IN OSTAGGIO A SAVIO

“Il ridente paesello è in vivo fermento. Questa mattina (venerdì 12 giugno 1914), alle ore 7 circa, al Pone nuovo, che è sulla strada di Ravenna, alcune staffette del comitato di agitazione che aveva l’incarico di impedire il passaggio a qualunque veicolo non fornito di regolare passaporto, fermavano due vetture coperte nelle quali si trovavano il generale Agliardi, comandante la brigata di Forlì, un capitano di corvetta, due maggiori di fanteria, un capitano di cavalleria, uno di fanteria e uno di artiglieria, i quali, provenendo da Ravenna, si recavano lungo la spiaggia che è fra Cervia e Cesenatico, per studiare un eventuale piano di sbarco. Essi erano tutti in divisa e non erano scortati da alcun drappello di cavalleria. (…) Il pubblicista Rino Alessi ha spiegato la grave responsabilità che incombeva da una parte e dall’altra…”
Da il “Giornale del mattino” del 12 giugno 1914, a cura dei giornalisti Rino Alessi e Pietro Mazzuccato.


Gino Pilandri e la ricostruzione della roccaGino Pilandri

Cervia Vecchia

Gino Pilandri nasce a Cervia nel 1920 e muore nella sua amata città nel 2003.

I suoi antenati risultano negli archivi locali sin dai primi anni del ‘700. Il padre salinaro gli trasmise subito la passione per l’oro bianco, una passione - più che un lavoro - da coltivare a costo di grandi sacrifici. Anche Gino quindi, in gioventù, aiutava a produrre il sale, imparando anche le storie delle tante persone che frequentavano questa “civiltà”.

Nel 1946 venne eletto primo sindaco di Cervia del dopoguerra, contribuendo alla ricostruzione della città e promuovendo alcune attività culturali come il “Trebbo poetico” , e la società “Amici dell’arte” - presieduta allora da Carlo Saporetti - di cui in seguito divenne lui stesso presidente.

Pilandri è stato inoltre un insigne storico e studioso della storia locale, di cui ha raccontato fatti e avvenimenti nei suoi articoli, grazie alle ricerche svolte fra l’altro nell’archivio vaticano. Abile disegnatore, ha ricostruito in un pregevole bozzetto l’antica Rocca di Cervia vecchia, ripercorrendone la storia.

LA ROCCA MISTERIOSA

“Mi sono attenuto alla pianta dell’architetto Antonio Sangallo, controllandone le misure con quelle della pianta più recente. Per quanto non indicato, ho lavorato di fantasia, tenendo conto però degli indizi, anche vaghi, che ho potuto ricavare da vecchi scritti e secondo le tecniche costruttive degli edifici militari del tempo. (…) Nel disegno, le altezze della torre mezzana, della piccola, del muro esterno in linea con il muro avanzato del mastro, sono ipotesi personali che considero non lontane dal vero. Lo stesso dicasi per la merlatura ghibellina (non era il castello dell’Imperatore?) e per la struttura delle caditoie. Circa la copertura a tetto, ritengo probabile venisse adottata soltanto più tardi, quando la Rocca fu adibita a magazzino del sale”.
Gino Pilandri, tratto da “Cervia ieri” , a cura del Gazzettino di Cervia.


Tolmino Baldassari e il Parco FluvialeTolmino Baldassari

Casa museo, Parco Fluviale, Chiese di Pisignano e Cannuzzo

Tolmino Baldassari nasce a Castiglione nel 1927 e muore nel 2010 a Cannuzzo, nella frazione cervese che costeggia il fiume Savio ha trovato per anni la fonte di ispirazione, seduto nella sua terrazza, in un’aura magica come quel luogo.

Prima lavorò come bracciante agricolo e sindacalista della Cgil, per poi iniziare l’attività letteraria a quasi cinquant’anni con “Al progni serbi”.

La sua opera è caratterizzata dalla scrittura in dialetto romagnolo ma Tolmino si distinse anche come traduttore, specialmente dallo spagnolo.

Ritenuto uno dei maggiori poeti europei del novecento - affiancato a Raffaello Baldini - descrive con brevi tratteggi il suo mondo di luci, ombre e silenzi. Lo stupore fa da contrappeso alla “vita che lo spinge” , dove il poeta esprime emozioni e dolori.

 

LA CASA MUSEO E IL PARCO FLUVIALE NELLA SUA POESIA

E’ zet dla finestra “Ad nota quant e’chesca la néva A’tagh d’ascolt e’ zet dla finestra int e’mònd ch’e’ gventa grand ferum par sèmpar e una candéla insugnéda int la cambra d’ciòra la bota la fiamba in sò int la nosta sisma.

Il silenzio della finestra
La notte quando cade la neve ascolto il silenzio della finestra nel mondo che diventa grande fermo per sempre e una candela sognata nella camera di sopra fa brillare la fiamma sulla nostra ansietà.
Tolmino Baldassari, tratto dalla raccolta “E’ zet dla finestra” 1998, Book Editore

 

LA PIEVE DI SANTO STEFANO A PISIGNANO

“Si tratta di una delle più antiche pievi ravennati. II primo documento relativo ad essa infatti risale al 977 (…) Sorge su quello che era allora il limite della centuriazione romana cesenate. Per il possesso della pieve vi furono aspre e lunghe contese tra ravennati e cesenati, finché nel 1340 entrò a far parte della diocesi di Cervia. (…) Nei pressi sono stati rinvenuti frammenti di una pietra miliare romana e un cippo raffigurante il dio Mitra”.
Tolmino Baldassari, “Cervia un luogo del vivere” , edizioni del Bradipo, Ravenna 1998.

 

  

LA CHIESA MADONNA DEGLI ANGELI A CANNUZZO

“La sua costruzione risale ai primi del Seicento (almeno alle sue parti principali). Al suo interno vi è conservato un affresco cinquecentesco con la immagine della Madonna; ai piedi della stessa sono collocati due angeli barocchi in legno, opera di un artista romano della scuola del Bernini”.
Tolmino Baldassari, “Cervia un luogo del vivere” , edizioni del Bradipo, Ravenna 1998.


Umberto Foschi e Casa delle AieUmberto Foschi

Casa museo Castiglione di Ravenna, Oratorio di San Lorenzo e Palazzo Guazzi, Bosco del Duca D'Altemps

Umberto Foschi è nato a Castiglione di Cervia nel 1916 e morto nel 2000.

È stato il più grande studioso delle tradizioni locali, degli ambienti, della lingua dialettale e del folklore romagnolo, in particolare di Cervia.

Grazie a lui e alle sue ricerche si è fatta luce su parte del passato della città del sale. Condusse i primi rilevamenti su Ficocle e Cervia Vecchia - di cui vennero descrittigli albori - insieme all’ingegnere Roncuzzi.

Foschi ha lasciato ai posteri un patrimonio di opere, saggi e pubblicazioni davvero prezioso, oltre che fondamentale. Egli è stato inoltre un punto di riferimento per gli “Amici dell’Arte” - di cui fu socio fondatore e presidente -, contribuendo così alla crescita dell’associazionismo culturale cervese.

CASA MUSEO - IL CENTRO PER IL DIALETTO ROMAGNOLO

Il centro per il dialetto romagnolo è sorto nel 2008, nella casa di Umberto Foschi, nella convinzione che i dialetti siano un elemento costitutivo della identità di un territorio e rappresentino un fondamentale patrimonio culturale da conservare, tutelare e valorizzare. Il Centro non si propone di essere solo un laboratorio di ricerca o un giacimento archivistico, ma un polo culturale vivo, promotore di manifestazioni e valorizzazione di energie. “Il professor Friedrich Schürr, glottologo tedesco, ha dedicato gran parte della sua vita a studiare il dialetto romagnolo, cominciando dal 1910, quando, giovane studente, chiese al professor Wilhelm Meyer-Lübke un argomento per la sua tesi di laurea. Il suo maestro gli pose fra le mani, perché ne facesse una analisi grammaticale, un libretto col poema rusticano Pulon Matt”.
Umberto Foschi, tratto da “Cervia pagine di storia, cultura e tradizioni” , Cervia 1998.

 

PALAZZO GUAZZI

“Le prime notizie sulla struttura risalgono al 1600. Il palazzo apparteneva inizialmente ai conti Montanari di Ravenna. In seguito fu lasciato in eredità ad Antonio Guazzi di Cervia, nipote di Giovan Battista, ultimo conte della famiglia Montanari, di Ravenna, l’ultimo dei quali - il conte Giovan Battista -lo lasciò in eredità nel 1790 al nipote capitano Antonio Guazzi di Cervia - già proprietario di molte terre nella zona, I Guazzi, ricevuta la eredità, si trasferirono nel palazzo di Castiglione che ampliarono con le due ali laterali terminanti in due avancorpi: uno formato dall’oratorio, l’altro (quello che non c’è più) quasi completamente simmetrico con l’oratorio, formato dalla rimessa per la carrozze e dalla scuderia”.
Umberto Foschi, tratto da “Cervia pagine di storia, cultura e tradizioni” , Cervia 1998.

 

BOSCO DEL DUCA D'ALTEMPS

“La tenuta del piano, poi detta del Duca (…) apparteneva nel settecento ai conti Fabbri di Cesena. In seguito al matrimonio di Margherita, sorella del conte Edoardo Fabbri - noto scrittore e uomo politico - col duca Alberto D’Altemps di Roma, passò a quella famiglia finché verso la fine del secolo scorso non fu acquistata dalla famiglia Ricci che fin dal 1888 lo conduceva in affittano. Dal 1844 fino agli anni 1927 - 1928 quella terra fu in gran parte coltivata a riso. In social modo dopo che nel 1879 era stato scavato il canale di deviazione delle acque del Savio detto tuttora ‘Canale del Duca’, caratteristico oggi per i suoi pittoreschi filari di pioppi, acacia e querce.”
Umberto Foschi, tratto da “Cervia pagine di storia, cultura e tradizioni” , Cervia 1998.


Libro con la storia di Cervia e chiesa Madonna del PinoPietro Senni

Chiesa Madonna del Pino

Il canonico Pietro Senni nasce nel 1715 e muore a Cervia nel 1801.

A lui si deve la pianta di Cervia Vecchia, delineata in base ad alcuni appunti lasciatigli dal suo santolo canonico Francesco Orlando Prondini e ai ricordi dell’infanzia, quando nella città demolita erano ancora visibili i ruderi ed il tracciato delle strade.

Egli ha inoltre redatto un primo elenco degli abitanti di Cervia pubblicato nel 1889 da Ferdinando Forlivesi.

Un altro lavoro importante consiste nella stesura di una monografia intitolata “Libro di varie notizie della nostra Città di Cervia […]”. In quest’opera il Senni riporta con cura la storia di Cervia Vecchia, descrive la cerimonia della posa della prima pietra della nuova città e della nuova cattedrale, parla del vecchio convento dei Padri Minori Conventuali e si sofferma sui ricordi della chiesa e del convento della Madonna del Pino.

IL SANTUARIO MARIANO

“Questa chiesa si ridusse in così pessimo stato, che nel 1750 Monsignor vescovo Pizzolanti, vedendo l’impossibilità di riattarla, decretò si demolisse, lasciando la sola Cappella della Beata Vergine e due muri laterali [...]”.
Pietro Senni, tratto da Umberto Foschi, “Cervia: pagine di storia, cultura e tradizioni”, Cervia 1998.


Dante Alighieri e la pineta di Cervia-Milano MarittimaDante Alighieri

Pineta di Milano Marittima

Dante Alighieri nasce a Firenze nel 1265 e muore a Ravenna nel 1321.

E’ considerato il padre della lingua italiana, grazie alla sua “Divina commedia”, universalmente giudicata la più grande opera scritta in lingua italiana e uno dei maggiori capolavori della letteratura mondiale. Espressione della cultura medievale, filtrata attraverso la lirica del “Dolce stil novo” , la Commedia è anche veicolo allegorico della salvezza umana.

In due dei suoi canti il sommo poeta fa riferimento prima a Cervia e poi alla pineta ravennate, all’interno della quale gli sarà capitato di passeggiare durante il periodo in cui era ospite dei Da Polenta, signori di Ravenna.

A sua memoria è stata posta una lapide sulla facciata del Palazzo comunale in occasione del VI centenario della morte nel 1921.

LE “ALI” SU CERVIA

“Romagna tua non è, e non fu mai, sanza guerra ne’ cuor de’ suoi tiranni; ma ‘n palese nessuna or vi lasciai. Ravenna sta come stata è molt’anni:
L’aguglia da Polenta la si cova, sì che Cervia ricuopre co’ suoi vanni”.

Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, Canto XXVII vv. 39-45.

 

 

LA PINETA DIVINA

“Vago già di cercar dentro e dintorno la divina foresta spessa e viva, ch'a li occhi temperava il novo giorno”.
Dante Alighieri, Purgatorio, Canto XXVIII vv.1-3.


Theodor Mommsen ed ex Colonia VareseTheodor Mommsen

Ex colonia Varese

Theodor Mommsen nasce a Garding nel 1817 e muore a Charlottenburg nel 1897.

Celebre storico-giurista tedesco è considerato il più grande classicista del XIX secolo.
I suoi studi sulla storia di Roma antica e sul diritto romano sono ancora di importanza fondamentale nella ricerca contemporanea.
Proprio per questi meriti nel 1902 gli fu assegnato il Premio nobel per la letteratura. Nell’estate del 1845 compì un viaggio di studio in Romagna, alla ricerca delle antiche epigrafi latine.

Inoltre doveva incontrare il grande latinista Bartolomeo Borghesi a Savignano.

Dopo una notte insonne per il caldo e le zanzare, il mattino successivo prese la
strada di Cervia.

ALLE PORTE DI MILANO MARITTIMA

“Alle 4 partito da Ravenna, bel viaggio nel fresco pomeriggio da Classe in poi, per oltre un'ora lungo la pineta, dall'altro lato gli Appennini. Dove, presso Cervia, finiscono i pini, s'incomincia a vedere il mare o piuttosto le vele - perché si è abbastanza lontano, però si vedono chiaramente le vele - ne ho contate una ventina. E' stato un bell'incontro con il mare Adriatico”.
Theodor Mommsen, Tagebuch der franzoisch-italienischen Reise 1844.1845 nach dem Manuskripther ausgegeben von Gerold und Brigitte Walser, Bern und Frankfurt/M. Herbert Lang, 1976, trad. it. Viaggio in Italia 1844-1845, introduzione, traduzione e note di Anacleto Verrecchia, Torino, Fògola, 1980.


Giuseppe Palanti e la Rotonda Primo MaggioGiuseppe Palanti

Rotonda I Maggio

Giuseppe Palanti nasce a Milano nel 1881 e muore nella stessa città nel 1946.
E’ stato ‘il pittore’ di Cervia, traendo spesso ispirazione dal porto e dalla pineta.

Docente della Accademia di Brera si dimostrò nel corso della sua carriera un artista poliedrico, dedicandosi anche ai disegni per stoffe, alle vetrate e ai ferri battuti.
Lavorò pure per la Scala, preparando cartelloni e bozzetti.

Era ammirato da Aldo Spallicci, Max David, Nino Borghi e tanti critici illustri. Era molto vicino alla Scapigliatura milanese, ma fu umile e disincantato, oltre che dotato di un talento molto versatile.

Assieme ad un gruppo di milanesi fu uno dei fondatori di Milano Marittima, di cui nel 1912 disegnò il piano regolatore. Voleva dare una spiaggia al capoluogo lombardo ispirandosi all’urbanista inglese Ebenezer Howard, e così ideò la ‘Città giardino’.

LA ROTONDA IN MEZZO AI PINI, FRA SOGNO E REALTÀ

Aldo Spallicci, in occasione della mostra su Palanti organizzata dal Comune di Cervia, scrisse: “Giuseppe Palanti venne un giorno a questo mare e alla soglia della foresta, fu colto dal brivido di commozione del fedele sul limitare del tempio e ristette adorando. Vide qui comporsi quel dissidio che rende gli uomini irrequieti tra il sogno e la realtà […]”.

Ma pure Max David volle dire la sua:

“Per anni e anni, non c’è stata aurora, non c’è stato tramonto d’estate senza che Palanti fosse a dipingere nel porto o in Pineta...[...]. Sì, Giuseppe Palanti sembrava il figlio di quelle vele; sembrava uscito proprio dalle loro lunghe pieghe in un momento di tregua del porto […]”.


Aldo Spallicci e la BuscarolaAldo Spallicci

La Buscarola

Aldo Spallicci, detto ‘Spaldo’ , nasce a Bertinoro nel 1886 e muore a Premilcuore nel 1973.

E’ stato un poeta, medico, politico, cultore e promotore dell’identità romagnola.
A tal proposito, nel 1919 fondò ‘La Pié’ , soppressa nel 1933 dal regime fascista e rinata nel 1946. Combattente decorato nella I Guerra Mondiale, patì carcere e persecuzioni durante il periodo fascista.

Tutte le mattine da Santa Maria nuova veniva a Cervia in bicicletta, assaporando la campagna e inebriandosi con le saline. In seguito, si trasferì nella villa di Felice Bianchi - un pioniere di Milano Marittima -, e la chiamò ‘La Buscarola’.
Ma era in una zona troppo rumorosa e urbanizzata per lui, e allora si trasferì in una casa che denominò nello stesso modo, in via Vasari.

CERVIA PINETA

“Così e non diversamente dovrebbe essere chiamata questa bella frazione della cittadina adriatica e non con denominazioni da colonia che pongono la Romagna pari ad una terra di conquista come una piaga africana. E non ci si venga a dire che ormai il nome è legato alle fortune turistiche della località; non è il nome che può fare la fortuna di un paese, ma il suo ambiente invitante, la sua posizione, il fascino particolare che emana dallo scenario forestale. E inoltre, cosa da non sottovalutare, è una questione di dignità. [...] Un ambiente di accogliente familiarità avrebbe dovuto essere questo, senza le scimmiottature americanoidi dei grattacieli, e senza le scritte all'americana delle vie distinte con ‘traversa numero tale e numero tal altro’. Un paese romagnolo avrebbe dovuto sentire l'orgoglio di of rire agli ospiti i nomi della sua storia e della sua gloria”.
Aldo Spallicci, tratto da “Cervia pineta” , “La Pié” , 1962.

 

 

ZIRVIA

“Zirvia; al burcël tot cverti ‘d pigulôn e la reda d’na blanza ch’la insogna pr’e’ canêl una stason d’na gran abundanza. Dal banchett af fis-cìn pina la piazza tra zénta ad tot al tër e una bela funtana a quatàr brazza cun l’acqua ch’la sa ‘d fër. [...] “
Aldo Spallicci, tratto da “E’ popul ‘d Rumagna un smenga Spaldo” , raccolta a cura di Luigi Nanni e Pietro Dal Pozzo


Carlo Nava e il Borgo MarinaCarlo Nava

Il Borgo marina

Carlo Nava nasce nel 1927 a Ravenna e muore nel 2013 nella stessa città.

Innamorato del mare si imbarcò come mozzo in giovane età, e visse gran parte della sua vita a stretto contatto con i pescatori del Borgo marina.
A 60 anni iniziò a scrivere poesie e racconti brevi, il cui lavoro è sfociato nella opera omnia “Di venti impetuosi e di leggere brezze”.

I suoi racconti di mare hanno spesso una vena onirica, e sono caratterizzati dai personaggi che lui ha conosciuto durante le sue numerose navigazioni. Storie di tempeste ma anche di amore, fanno da contrappunto alle tecniche marinaresche con le vele al terzo.

Dopo avere ricevuto numerosi premi, ha ideato la stele-monumento dedicata ai pescatori e alle donne della marineria cervese. La  “Colonna del mare”, posizionata in prossimità del Mercatino dei Pescatori, riporta su ciascun lato, un breve racconto di mare del grande poeta e scrittore..

È una poesia che si nutre di luce e di incipit folgoranti.

 

 

MARE ALL'ALBA

“L’orizzonte schiarisce,avverti l’alleggerirsi dell’oscurità. Il buio cede la sua densità, il cielo trascolora. Il vento si è calmato, il mare è grigio, levigato, compatto. La barca è ferma, le vele pendono immobili. C’è, nell'aria, un senso d'attesa. Le tonalità del grigio s'ammorbidiscono, virano verso un indefinito colore di madreperla che poco a poco fa emergere le tonalità del rosa, del porpora. Poi, oltre una bassa linea di vapori, la luce cresce rapidamente, il rosa si illumina, petali gialli invadono il cielo. Il sole appare, levigato e splendente come un disco d'oro rosso. E l'alba è tua. Non ci si abitua. Ogni volta è diversa ed ogni volta ti lascia senza parole. La rivelazione d’una bellezza che richiama alla mente l’immortalità. Tutto, per un tempo che sembra come sospeso, ti appare immobile…”.
Carlo Nava, tratto da “Mare Polittico in sei quadri” , Danilo Montanari editore, 1999.


 

Un percorso tra i Luoghi d'Autore

Ventitre scrittori, poeti e filosofi, fra i più illustri che calcarono questa terra, hanno lasciato preziose tracce e testimonianze.

 


Luoghi d'autore a CerviaLuoghi d'autore, edizione 2024

L'itinerario vuole valorizzare i luoghi dei grandi personaggi letterari e umanistici che hanno frequentato, ricordato e amato Cervia.

Un percorso culturale, nelle sue diverse tappe che diventa location di appuntamenti e incontri dedicati a tenere viva la memoria.

Il programma di iniziative è reso possibile grazie alla collaborazione di:

  • Associazione Grazia Deledda una Nobel a Cervia, Fai Fondo Ambientale Italiano - Gruppo di Cervia, Associazione Culturale La Pantofla, Associazione Culturale Casa delle Aie, Associazione Festa, Associazione Culturale Menocchio, Agenda Filosofica, Associazione Umberto Foschi, Associazione Tolmino Baldassari, Associazione Francesca Fontana, Cervia la spiaggia ama il libro, Amici della biblioteca.

 

Chiudi menu
Informazioni turistiche

www.turismo.comunecervia.it - #VisitCervia - iatcervia@cerviaturismo.it - +39 0544 974400