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Il Paesaggio degli anni 60-70, negli scatti di Sante Crepaldi

Il paesaggio cervese

Un viaggio a Cervia negli anni 60 e 70

Auto parcheggiate sotto il municipio, alberi di Natale lasciati andare dal porto canale in mezzo al mare oppure carabinieri a cavallo in pattuglia tra le strade.

Così era la Cervia degli anni 60 e 70, un viaggio indietro nel tempo che come un film viene proiettato nelle fotografie di Sante Crepaldi, che, nel corso degli anni, è sempre stato testimone dei cambiamenti del paesaggio e dei principali eventi.

Come nel 1963, quando fu inaugurato il parco naturale, creato sia per proteggere una parte di ambiente del comprensorio della città, sia per regalare a cittadini e turisti un’oasi di verde dove rilassarsi in tranquillità oppure scoprire piante e animali, come le caprette, i cervi, i pavoni e i cigni (e in passato anche i lama). 

Festa di fine anno - Ph. Sante Crepaldi

 

Festa di fine anno

1969

 

I marinai decisero di festeggiare con un evento originale le feste di fine anno: misero in acqua un bellissimo albero di Natale che dopo aver attraversato tutto il porto canale fu lasciato andare alla deriva nell’Adriatico.

Quell’evento, così originale, non si è più ripetuto.

 

 

Carabinieri a cavallo a Milano Marittima - Ph. Sante Crepaldi

 

Carabinieri a cavallo

Anni 60

 

All’epoca per presidiare il territorio i carabinieri non utilizzavano solo mezzi motorizzati ma come è nella loro tradizione pattugliavano i viali alberati in sella a bellissimi cavalli.

Era una loro caratteristica di quel periodo che poi nel tempo hanno abbandonato.

 

 

 

 

 

Decorazioni natalizie in Piazza Garibaldi - Ph. Sante Crepaldi

 

Piazza Garibaldi illuminata

Fine anni 60

 

Cervia di notte: decorazioni natalizie e illuminazioni per le feste.

Una tradizione questa che non si è mai spenta con il passare del tempo. Infatti la piazza con la sua cattedrale e il comune resta uno dei luoghi più amati dai cervesi.

 

 

Dettaglio del porto canale - Ph. Sante Crepaldi

Dettaglio del porto canale

Fine anni 60

 

La zona è sempre stata al centro della vita economica della città, ricca di pescatori e commercianti.

Di recente è anche diventata il cuore pulsante del divertimento grazie ai tanti locali che hanno aperto lungo i suoi moli per sfruttare un contesto così caratteristico.

 

 

 

 

 

Il grand hotel di Cervia - Ph. Sante Crepaldi

Grand Hotel

Anni 60

 

Sorto agli inizi degli anni ‘30 in pieno stile liberty, da subito è diventato il simbolo per l’intera città di Cervia.

I pini che costeggiano il viale della stazione ferroviaria e giungono all’hotel, formano coi loro rami una sorta di ovale, che Grazia Deledda definì :”Il grande uovo, metà azzurro di mare, metà di cielo”. Si narra che la scrittrice vi trascorse notti di passione in compagnia di Gabriele D’Annunzio.

 

 

Casa delle Aie - Ph. Sante Crepaldi

Casa delle Aie

Fine anni 60

 

Casa delle Aie appena restaurata dagli “Amici dell’arte”. È uno dei luoghi simbolo di Cervia denso di storia e tradizione.

A lungo fu utilizzata dai pignaroli e vide la sua rinascita appunto con la società “Amici dell’arte”, fondata da un gruppo di spiriti liberi cervesi (il promotore fu Aldo Ascione) con l’obiettivo di svolgere un’attività economica e culturale e di incrementare le tradizioni folkloristiche romagnole.

 

 

 

 

 

Magazzini del sale Torre - Ph. Sante Crepaldi

Magazzini del sale Torre

Fine anni 60

 

Affacciati sul canale delle saline, i Magazzini del Sale rappresentano uno dei migliori esempi di archeologia industriale in territorio cervese.

Nacquero tra la fine del 1600 e gli inizi del 1700 per assicurare lo stivaggio del sale prodotto nelle saline.

Fanno oggi da cornice molto suggestiva ed evocativa per esposizioni, mostre e spettacoli.

 

 

Cigni al Parco Naturale - Ph. Sante Crepaldi

 

 

Cigni nel Parco Naturale

1963

 

Il Parco Naturale si estende su oltre 27 ettari di pineta, al suo interno si trovano piante tipiche del territorio.

Fin dall’inizio è stato popolato anche da diversi animali: dai cigni alle caprette, dai lama ai pavoni.

 

 

 

 

 

La fattoria del Parco naturale - Ph. Sante Crepaldi

La fattoria del Parco Naturale

1963

 

Il Comune di Cervia per accogliere i turisti ha sempre puntato anche sulla valorizzazione della natura che abbellisce tutta la Romagna.

L’obiettivo del parco naturale era quello di offrire ai villeggianti e ai cervesi un polmone verde dove poter passare momenti di tranquillità sia d’estate che d’inverno.

 

 

Cerbiatta al Parco Naturale - Ph. Sante Crepaldi

Cerbiatta al Parco Naturale

1963

 

In primo piano una cerbiatta. Alcuni attribuiscono l’origine del nome di Cervia alla storia di un cervo, numerosi in passato nella pineta, che per proteggersi dai cacciatori si sarebbe inginocchiato davanti a San Bassano, vescovo di Lodi.

Ispirandosi a questa leggenda nello stemma del Comune c’è un cervo inginocchiato.

 

 

Panoramica porto canale di Cervia - Ph. Sante Crepaldi

Panoramica del porto canale

Fine anni 60


La storia di Cervia è indissolubilmente legata al mare e alla passione per le barche.
Il porto canale è stato utilizzato sia dai salinai che dai pescatori, ancor oggi in piena attività.

Lungo i suoi moli si possono però trovare anche imbarcazioni da diporto e barche a vela.

 

 

Borgo Marina in un giorno di festa - Ph. Sante Crepaldi

Borgomarina in un giorno di festa

Fine anni 60

 

La vita quotidiana in un giorno di festa.

Le piadinare non avevano ancora i chioschi come oggi e cucinavano le piadine sulle piastre in mezzo alla strada mentre le auto venivano parcheggiate ovunque anche sui marciapiedi.
 

 

Passaggio della burchiella nel porto canale - Ph. Sante Crepaldi

 

Passaggio della burchiella

Anni 60

 

In primo piano una tipica burchiella. L’antica “Armessa de Sel”, letteralmente “Rimessa del Sale”, il momento più importante del passato salinaro della città quando il sale, dopo una faticosa estate di lavoro, veniva trasferito lungo il canale, con la burchiella, fino ai Magazzini votati alla custodia del prezioso minerale.

 

 

 

La sagra cervese in Piazza garibaldi - Ph. Sante Crepaldi

 

La sagra cervese in Piazza Garibaldi

1972

 

Uno striscione della sagra cervese, un evento che si teneva in quegli anni per salutare i turisti che finivano le vacanze e ringraziarli sperando in un loro ritorno l’anno successivo.

La piazza si riempiva di stand gastronomici dove si potevano mangiare le specialità romagnole.

 

 

 

 

 

Automobili in Piazza Garibaldi - Ph. Sante Crepaldi

Automobili in Piazza Garibaldi

Fine anni 60

 

Un tempo, quando le automobili non erano così popolari come oggi, era possibile poterla attraversare al volante.

Spesso si trasformava anche in un grande parcheggio per chi frequentava la chiesa, il Comune e i negozi sotto i portici.

 

 

La fontana di Piazza Garibaldi, - Ph. Sante Crepaldi

La fontana di Piazza Garibaldi

Anni 60

 

La fontana, risalente al 1882, partì come un semplice tubo in ghisa (si dovette scavare fino a 115 metri prima di arrivare all’acqua), trasformato poi dall’architetto Aleotti nella fontana attuale, con base quadrata.

Purtroppo, per diversi anni, l’acqua non sgorgò più dalle bocche laterali.

 

 

Torre San Michele - Ph. Sante Crepaldi 

Torre San Michele

Fine anni 60

 

Nel 1691 il conte Michelangelo Maffei fece edificare il poderoso edificio per la difesa della città contro gli attacchi pirateschi e per proteggere il sale conservato nel magazzino, dallo stesso conte appena fatto costruire.

La Torre sembra essere ispirata ad un vecchio disegno del famosissimo Michelangelo Buonarroti.

 

 

Panoramica della darsena di Cervia - Ph. Sante Crepaldi 

Panoramica della darsena di Cervia

Fine anni 60

 

Anche questa zona di Cervia è cambiata con lo scorrere del tempo: infatti, sullo sfondo si vede un locale andato distrutto qualche anno fa in un incendio.

(Nota: il ristorante è stato ricostruito in seguito alla mostra e si trova ancora oggi sul molo come nella foto)

 

 

Motoscafi nella darsena di Cervia - Ph. Sante Crepaldi 

Motoscafi nella darsena di Cervia

Fine anni 60

 

Panoramica della darsena.

In primo piano motoscafi e barche di varie dimensioni che da sempre attraccano nella città, rendendola meta per gli appassionati della nautica.

 

 

Le nuove terme di Cervia - Ph. Sante Crepaldi 

Le nuove terme di Cervia

Inizio anni 60

 

Nuove Terme di Cervia, costruite tra il 1959 e il 1962. “Le terme hanno assunto un ruolo di eccezionale interesse per il turismo. Non vi è dubbio che per molti ospiti di Cervia e gli altri centri del litorale romagnolo è proprio la presenza delle terme che fornisce l’occasione di un soggiorno non solo in luglio e in agosto ma anche nei mesi di bassa stagione” (Umberto Foschi)

Ho amato molto fotografare questi luoghi perché, anche se sono in parte cambiati nel corso degli anni, rappresentano i punti fermi di Cervia, del suo passato, presente e futuro, e della mia vita legata a questa città

-Sante Crepaldi

Il Paesaggio degli anni 60-70, negli scatti di Sante Crepaldi


Dove possiamo ammirare queste immagini?


La mostra fotografica Cervia negli anni 60 e 70 è un'esposizione permanente di scatti del fotografo storico cervese, Sante Crepaldi.
8 sezioni tematiche allestite in diversi spazi comunali:

  • Costume e società, Residenza Municipale al secondo piano (Piazza Garibaldi 1)
  • Personaggi famosi e Cantagiro del 1964, Residenza Municipale al primo piano (Piazza Garibaldi 1)
  • Paesaggio e Manifestazioni ed eventi, al Servizio Anagrafe (Via Ressi 6)
  • Sposalizio del Mare, Cervia Informa (Viale Roma 33)
  • Traversata Pola-Cervia e Circuito motociclistico di Cervia-MilanoMarittima, Palazzina Uffici Tecnici (piazza XXV Aprile)

 

Testi e immagini a cura di Foto Sante Crepaldi

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